domenica 21 giugno 2009

Tempo di inganni: dalle mignotte di Silvio al ritorno dell'Operazione Ajax

La verità e l'originalità troverebbero più facilmente posto nel mondo, se coloro che non sono in grado di produrle non cospirassero di comune accordo per non farle venire alla luce. - A. Schopenhauer

In questi giorni i media danno risalto principalmente a due eventi. Il primo riguarda il nostro Paese, Berlusconi e la sua banda tra ville, orgette, escort e pistolini barzotti, la seconda riguarda il risultato elettorale in Iran e le proteste di cui tanto si sente parlare. Sembrano eventi così distanti l'uno dall'altro, eppure il filo conduttore è lo stesso, il burattinaio dietro le due vicende è il medesimo. Vediamo se riesco a fornirvi qualche spunto per farvi capire il mio pensiero al riguardo.

Meno male che Silvio c'è ?
Premetto che questo titolo è una provocazione.
Per quanto mi riguarda Silvio è un mezzo dittatore: il controllo assoluto dei media gli consente di poter fare e dire qualsiasi cosa, di raccontare favole incredibili (rifiuti a Napoli, terremoto, nucleare...) e di fare solo quel che gli serve per continuare a operare pressoché indisturbato (intercettazioni, lodo Alfano e via dicendo...). Ma la "politica" italiana per conto mio è pura fiction, nel senso che in realtà PD e PDL servono solo per mantenere viva l'idea che non siamo in una dittatura. Non solo, l'Italia di oggi credo che abbia risentito più dell'operato di Prodi che ha svenduto l'Italia negli anni 90 (Come è stata svenduta l'Italia - Antonella Randazzo) che non forse dell'operato di Silvio. Certo Silvio è spudorato, si è fatto sempre solo ed esclusivamente i fattacci suoi, ma sulle cose che contano il consenso è sempre stato totale (privatizzazione dell'acqua, depenalizzazione del colpo di stato, mettere sotto segreto di stato gli aspetti che riguardano la sovranità nazionale e tanto altro ancora). Gli anti-berlusconiani sono in fermento, si indignano per questa cosa delle mignotte e dei pistolini barzotti e non vedono l'ora che possa esserci una sorta di caduta del governo. Consiglio caldamente di ragionarci un attimo su questa cosa prima di esultare e di indignarsi, perché forse sarebbe il caso di cercare di capire chi e per quale motivo sta alimentando questa campagna anti-Silvio, visto che sono 30 anni che ci sono tutte le carte in tavola per mandarlo in esilio in Groenlandia questo strano e ambiguo personaggio, perché proprio ora? A chi sta dando "fastidio"? Perché a questo punto penso che il buon vecchio Silvio, stia iniziando ad essere antipatico perché non abbastanza schiavo del giogo che la triade USA-Inghilterra-Israele vorrebbe imporgli. Ho una forte paura che il burattinaio invisibile, voglia sostituire Silvio con una marionetta più servile ai loro interessi, quindi badate bene che qualsiasi cosa succederà, probabilmente ci sarà ben poco da gioire. Con il Trattato di Lisbona alle porte, e la Dittatura Finanziaria incombente anche nella UE, forse Silvio diventa paradossalmente quasi un baluardo contro l'ennesima svendita del nostro Paese. Non vi dico il mio disagio nell'arrivare a pensare che forse c'è da sperare che rimanga Silvio. Si è vero, non sta facendo nulla contro la crisi, ma guardate che nessuno ha la minima intenzione di far uscire nessuno dalla crisi: la crisi è voluta, per accentrare ancor più il potere nelle mani della FED e della BCE, per soggiogare completamente i popoli nella morsa del sistema bancario privato e creare disagio sociale. Attenti quindi a esultare prematuramente, potrebbe essere veramente un passaggio dalla pentola alla brace, e se Silvio è la pentola, c'è veramente da mettersi le mani nei capelli.

Approfondimenti:
Colui che vogliono distruggere (Gianluca Freda)
IL TIMES E BERLUSCONI: MACCHE’ NOEMI (Paolo Barnard)

IRAN: la CIA e le operazioni psicologiche su larga scala (PSYOP)
In questi giorni c'è un gran fermento su quotidiani e telegiornali, per parlare di quanto successo nel post-elezioni in Iran. I contenuti vertono fondamentalmente sul fatto che ci sarebbero stati dei brogli elettorali, che c'è una forte protesta da parte dei sostenitori di Mousavi, e che c'è un regime super totalitario che bloccherebbe con un velo censorio l'informazione, internet e quant'altro. Partiamo da un presupposto: la violazione dei diritti umani non interessa mai a nessuno, la libertà di stampa e di informazione viene usata solo quando fa comodo (poi sentir parlare di libertà di informazione da giornalisti italiani è veramente di cattivo gusto), i brogli elettorali fan comodo solo quando sono in qualche area particolare del mondo, se avvengono in Italia o in USA nessuno dei media ci dà mai troppo peso. Come mai questo improvviso interesse per le violazioni dei diritti umani?

Ci sono troppe cose che mi fanno pensare all'ennesima fiction mediatica. Non c'è nessun broglio elettorale, le proteste vengono ingigantite dai media occidentali per creare l'idea che quello di Ahmadinejad sia un governo illegittimo e non democratico. L'obiettivo di questa operazione? Demonizzare l'Iran, in modo tale da poter poi avere il consenso nel caso in cui si decida di far partire un nuovo conflitto bellico: si potrebbe spacciare la cosa come una "missione di pace" per aiutare gli iraniani ad avere un governo democratico oppure semplicemente legittimare qualsiasi attacco da parte di Israele-USA contro l'Iran. Potrebbero sembrarvi speculazioni folli le mie, ma leggetevi gli approfondimenti qui sotto (alcuni sono in italiano e altri in inglese), partendo in primis direi da quello che spiega come la BBC sia stata trovata a ritoccare foto trasformando gli scatti originali di una protesta pro-Ahmadinejad nell'esatto opposto. Perché mai la BBC, il più grande network inglese, si presta a fare ciò ? Per conto di chi ? Cosa c'è in ballo nel ribaltare la verità delle cose ?

E se pensate che la CIA non potrebbe mai fare qualcosa di simile, diamo uno sguardo a cosa è successo nell'agosto del 1953 con l'Operazione Ajax: la CIA si vanta di aver sovvertito il governo democratico iraniano capeggiato da Mossadeq, primo ministro, accusandolo ingiustamente fino al punto di farlo condannare a morte (pena poi convertita in esilio e arresti domiciliari), con l'obiettivo di porre un loro uomo a comando dell'Iran, in modo tale che appoggiasse completamente la cessione dei giacimenti di petrolio nelle mani delle compagnie inglesi, americane, francesi e ovviamente la Royal Dutch Shell. Stiamo attenti che la fiction è sempre e costantemente in atto, e come dice la CIA stessa, il 98% del loro budget viene investito in operazioni di natura psicologica (ricordo l'ottimo documentario Terrorstorm di Alex Jones sui legami tra la CIA e il terrorismo).

Approfondimenti:
La CIA e il laboratorio Iraniano (Thierry Meyssan)
UNA CONNESSIONE TRA MIR-HOSSEIN MOUSAVI E L'“IRANGATE”?
Tehran Turmoil
La rivoluzione in Iran
Are the Iranian Protests Another US Orchestrated “Color Revolution?” (P.Craig Roberts)
Iran Faces Greater Risks Than It Knows (P.Craig Roberts)
Are You Ready for War with a Demonized Iran? (P.Craig Roberts)
BBC Caught In Mass Public Deception With Iran Propaganda
The plot to destabilize Iran

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