martedì 29 dicembre 2009

2009: la celebrazione della guerra perpetua

Duffy's G.Reader
Come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti, poi credono a quello che leggono. Karl Kraus
La guerra come figura retorica
Il 2009 è giunto al suo termine. E' tempo di bilanci.

Un anno che vede la sua chiave di volta, il suo climax poetico, nell'ossimoro utilizzato da Barack Obama nel discorso pronunciato alla consegna del Nobel per la pace.
L'ossimoro è una figura retorica che consiste nell'accostamento di due termini in forte antitesi tra loro. A differenza della figura retorica dell'antitesi, i due termini sono spesso incompatibili. Si tratta di una combinazione scelta deliberatamente o comunque significativa, tale da creare un originale contrasto, ottenendo spesso sorprendenti effetti stilistici.
L'ossimoro di cui parlo è l'espressione “guerra giusta”. Si, proprio “guerra giusta”: un' associazione semantica che nel più grave e arrogante sprezzo di ogni cultura pacifista e non violenta, che vuole costruire la pace ripudiando con ogni mezzo la guerra, calpesta in un lampo svariate costituzioni (come la nostra...), e perfino lo statuto dell'ONU.
Ma la critica alla cultura pacifista e non violenta non rimane tra le righe nel discorso di Barack Obama, diventa esplicita quando sostiene che una cultura non violenta non avrebbe mai vinto su Hitler, ma non voglio azzardarmi a entrare nel merito dei fatti della seconda guerra mondiale, perché è un argomento che meriterebbe una trattazione tutta a sé.
Dopo l'ossimoro “bellico” per eccellenza, “guerra santa”, utilizzato secoli fa per le crociate, qualcuno ha deciso di fare una sorta di “bis”, nel 2009, giusto per far rivoltare Gandhi nella tomba. Non bastava assegnare il Nobel a Obama, ci siamo pure dovuti sorbire un vergognoso discorso di propaganda di guerra che neanche Nixon in pieno periodo Vietnam si sarebbe mai azzardato a pronunciare. Sono le magie della propaganda, per questo dico che questo ossimoro racchiude in sé tutto il 2009.


Ma vediamo nel dettaglio tutta una serie di sfaccettature di questa guerra, di cui si parla troppo poco, e che stonano fin troppo con il Nobel e con l'idea di “guerra giusta”. Molte delle argomentazioni che seguiranno saranno molto schiette, perché voglio presentare una narrazione piuttosto scorrevole che abbraccia molti ambiti, se volete le fonti da cui traggo spunto per sostenere determinate cose, le potrete trovare negli approfondimenti tematici posti alla fine, se siete troppo pigri per cercarveli in mezzo a quel marasma, chiedete pure nei commenti, vi risponderò non appena avrò tempo.

Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l'odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono. George Orwell



La vera guerra è contro il nostro intelletto
Iniziamo dal principio, per poi muoverci in ordine un po' sparso.
Venti anni fa esatti, nel 1989, cadeva il muro di Berlino. Doveva essere la fine della Guerra Fredda. Doveva essere l'inizio di un'epoca di pace. E' iniziata un'epoca di guerre permanenti dove la NATO gioca un ruolo determinante. L'ONU e la NATO sono organismi creati in nome della fine delle guerre, per un futuro di pace. Risulta facile sentirsi ingannati.


In Europa, America, Israele e Paesi Nato, ormai basta pronunciare la parola “minaccia” per trasformare un'aggressione in un atto di difesa preventiva o strategica. Sono le magie semantiche della propaganda.

In Europa a livello politico non esiste pressoché alcuna forma di dissenso né dibattito o opinione alternativa sulle questioni fondamentali di sicurezza, guerra, pace e diritto internazionale. Le decisioni NATO non possono e non devono essere messe in discussione. A livello nazionale si fa fatica a trovare anche un solo giornalista che scriva un articolo o un editoriale che metta anche solo in dubbio la politica imperialista della NATO, o la legittimità di questi conflitti. A livello politico la situazione è forse peggiore.







La pace è vicina... (si, è vicina a scomparire per decenni !)
Dalla fine della guerra fredda abbiamo assistito agli interventi in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, oltre a quelli minori in Colombia, Yemen, Filippine, Costa d'Avorio, Somalia, Ciad, Repubblica Centrafricana, Ossezia del Sud.
In Afghanistan prestano servizio o si apprestano a farlo per la NATO quasi 50 nazioni, tutte in un'unica nazione. Non era mai successo nella storia dell'uomo.


Sostenere come fa Obama che il conflitto cesserà nel 2011 è un insulto all'intelletto umano: il conflitto subirà un'escalation, il Pakistan è il fronte più imminente, lo Yemen il secondo (visti i bombardamenti statunitensi e la propaganda creata ad arte con la vicenda dell'attentato sul volo di linea proprio di questi giorni), e l'Iran che rimane sempre al centro delle vicende geopolitiche.


In Pakistan si bombarda con l'utilizzo dei droni, aerei senza pilota, da mesi. Atti di terrorismo, esplosioni, autobombe, avvengono in continuazione. Quello che i media però fanno fatica a ricordarci è che spesso ci sono fortissime connessioni tra gli attentatori, la CIA, il Mossad, l'MI-5. E' successo nella ex Jugoslavia, in Kosovo, in Iraq, in Afghanistan, in ogni angolo del mondo. In Italia le stragi senza “mandanti” han visto l'intromissione dei servizi segreti, l'operazione Gladio è andata avanti per decenni in tutta Europa. Perché mai dovremmo credere che ora in quelle regioni sperdute del globo, l'ingerenza dei servizi segreti occidentali sia una follia? I capi dell'intelligence Pakistana denunciano quotidianamente la CIA e i contractors statunitensi di essere responsabili degli attentati che avvengono nel loro Paese.


Le origini del conflitto
Bisognerebbe ricordare più spesso chi sono in realtà i Talebani, chi li ha finanziati, addestrati, armati, messi al potere, ovvero CIA – ISI (servizi segreti pakistani) e Arabia Saudita. L'obiettivo ufficiale? Mettere un freno all'avanzata russa in quelle zone. Motivazione secondaria, creare l'ennesimo stato cuscinetto controllato da UK-USA-Israele, esattamente come il Pakistan.


Passiamo al pretesto formale che ha dato il via al conflitto: in Afghanistan, si combatte a seguito dei fatti dell'11 settembre. Peccato che l'11 settembre sia un evento sul quale la verità ufficiale sembra piuttosto dubbia: del resto non sarebbe la prima volta che si crea un pretesto formale per poter entrare in guerra, il terrorismo ha sempre visto i servizi segreti operare contro i propri popoli, e l'idea di un auto attentato è forte, folle, ma non impossibile. Ma anche rimanendo fedeli alla storia ufficiale, ovvero quella dell'attentato terroristico ad opera di Al-Qaida, qualcosa non torna. Infatti la risposta ad un attentato terroristico dovrebbe essere un'operazione di polizia, di intelligence, non certo una guerra. Senza contare che Al-Qaida è un organizzazione che esiste solo per i mass-media, come ampiamente dimostrato da fonti più che attendibili come quelle presentate dal documentario della BBC oppure da Corbett Report.


In Iraq è andata pure peggio. La chiave di volta per l'intervento in Iraq è stato il famoso rapporto sulla presenza delle “weapons of mass destruction” come le chiamano gli americani, le famose armi di distruzione di massa. Venne fuori che quel famoso rapporto era un falso clamoroso, creato ad arte appunto per giustificare la guerra. Tony Blair, che è stato per anni il candidato di punta alla presidenza della UE post Trattato di Lisbona, ha probabilmente dovuto rinunciare a questa carica perché quello scherzetto probabilmente gli costerà una serie di indagini a suo carico, tant'è che proprio di recente in un'intervista ha dichiarato che lui sarebbe intervenuto in Iraq a qualsiasi costo e con qualsiasi pretesto. Interessante come questi personaggi vadano a parlare ai convegni di Comunione e Liberazione insieme a Mario Draghi, e contemporaneamente migliaia di attivisti chiedano che vengano processati per crimini di guerra.






Droni, armi non convenzionali e crimini di guerra
Le forze NATO impegnate in Iraq e in Afghanistan dovrebbero rispondere di crimini contro l'umanità per la continua violazione della convenzione di Ginevra. Parliamo dell'utilizzo del fosforo bianco, armi all'uranio impoverito, forse addirittura di una bomba atomica, almeno stando a quanto dice un'inchiesta di RaiNews24: sta di fatto che ci sono zone in Iraq e Afghanistan nelle quali i casi di leucemie e di malformazioni dei nascituri sono schizzate alle stelle negli ultimi anni. Per non parlare delle stragi di civili che avvengono in continuazione, delle quali nessuno pare debba rispondere.
Per bombardare non si deve più neanche rischiare la vita dei piloti: in Afghanistan e in Pakistan è da tempo che si utilizzano i droni, aerei senza pilota comandati a distanza.


La tortura, Guantanamo e il rendition program
Coloro che si illudevano della chiusura di Guantanamo e della fine della “tortura” con l'era Obama, probabilmente non capiscono quanto fosse forte il loro abbaglio. La tortura è fondamentale per perpetrare la menzogna che dà ragione di esistere ai conflitti in corso. Se non ci fossero persone che sotto tortura confessano di appartenere ad Al-Qaida o a qualche altra organizzazione terroristica, se non ci fossero persone che dopo mesi di privazioni in chissà quale carcere a migliaia di chilometri dalla propria casa tramite il Rendition Program, mancherebbe una porzione fondamentale della menzogna che viene servita alla gente per accettare questi conflitti bellici.


I suicidi superano il numero dei caduti in battaglia
Ogni anno dal 2006 ad oggi, il numero di suicidi tra i soldati delle forze NATO è aumentato. I suicidi superano i caduti in battaglia. Le cause vanno sicuramente ricercate anche nella tipologia di conflitto: combattere in ambienti urbani, pseudo urbani, o rurali, contro “ipotetici” nemici che non indossano nemmeno una divisa, ma sono in abiti civili, non credo sia facile neanche per il soldato più freddo e distaccato del mondo. Probabilmente assistere a stragi di donne, bambini, civili inermi, non deve essere molto facile da digerire. La correlazione tra numero di giorni di permanenza nelle zone di guerra e possibilità di suicidio è statisticamente significativa.


I contractors e le guerre private
Il Pentagono ha appena inviato in Afghanistan altri 30.000 soldati. Ma contemporaneamente vengono inviati anche dai 26.000 ai 56.000 mercenari o contractors. Con gli attuali 104.000, si arriverà ad una cifra record di oltre 160.000 soldati privati in Afghanistan, oltre naturalmente agli attuali 68.000 soldati americani ufficiali. I contractors sono sempre a carico del contribuente, però pesano molto meno a livello di impatto sull'opinione pubblica, almeno fino a che non vengono scoperti a compiere crimini abominevoli come torturare prigionieri, uccidere civili o partecipare ad attentati terroristici. Quello degli eserciti privati è un business enorme per chi vince gli appalti. L'azienda che detiene la maggior parte degli appalti per il Pentagono è la Blackwater, ora rinominata in Xe Services LLC a causa degli scandali legati al vecchio nome.


I contractors vengono utilizzati per diversi compiti, ma soprattutto per esternalizzare, appaltare al di fuori dagli eserciti ufficiali le cosiddette “operazioni speciali”. Ma in cosa consistono queste operazioni speciali?


Blackwater è stata accusata negli anni delle seguenti operazioni, sulle quali molto difficilmente poi viene eseguita un'adeguata e approfondita inchiesta:
  • pianificare ed eseguire attentati terroristici in Pakistan uccidendo centinaia di civili e mirando a avamposti militari e di intelligence
  • organizzare e addestrare gruppi rivoluzionari affinché combattessero al fianco dei talebani in Afghanistan e in Iran
  • trasportare narcotici e gestire transazioni bancarie internazionali per i signori della guerra legati al traffico di oppio (più volte sono stati denunciati aerei NATO arrivare in Belgio carichi di oppio)
  • usare i programmi di rendition e la tortura per creare false informazioni di intelligence per giustificare operazioni militari non necessarie
Zittire il dissenso
Tutti puntano il dito contro l'Iran, che “reprime” le proteste delle folle con il sangue. Grande violazione dei diritti umani. Ma a dire il vero anche ogni protesta in occidente contro la Nato, i vari G8-G20, l'ONU, il Fondo Monetario Internazionale, vengono represse. A Copenaghen c'è ancora un italiano in carcere per le proteste durante il meeting sul clima dell'ONU.
Il dissenso nei confronti dell'imperialismo che viene tutelato e legalizzato da istituzioni come FMI, UE, ONU, NATO non è consentito. Lo scenario è sempre lo stesso, si schierano poliziotti e si infiltrano parallelamente alle proteste pacifiche i black-block. Perché tutto è fiction, non solo Al-Qaida.


Conclusione
Dire bugie, mentire per portare avanti una guerra è un crimine contro l'umanità. Ma anche accettare le bugie, le menzogne, è altrettanto abominevole. Riprendete possesso del vostro spirito critico. Non accettate di farvi ingannare. La guerra potrebbe finire domattina, se lo volessimo tutti quanti. La guerra si basa su un'enorme menzogna, poggiata su un castello di carta. Un soffio di vento e crolla tutto.


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