giovedì 31 dicembre 2009

Gaza Freedom March

Duffy's G.Reader
Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell'intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere. George Orwell 
La Gaza Freedom March non è gradita alle autorità. Feriti due italiani durante le cariche della polizia egiziana al Cairo. Potete seguire gli aggiornamenti su Global Project




Il conflitto israelo-palestinese spiegato da Paolo Barnard, "Capire il torto".



Approfondimenti tematici:
israele - palestina

martedì 29 dicembre 2009

2009: la celebrazione della guerra perpetua

Duffy's G.Reader
Come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti, poi credono a quello che leggono. Karl Kraus
La guerra come figura retorica
Il 2009 è giunto al suo termine. E' tempo di bilanci.

Un anno che vede la sua chiave di volta, il suo climax poetico, nell'ossimoro utilizzato da Barack Obama nel discorso pronunciato alla consegna del Nobel per la pace.
L'ossimoro è una figura retorica che consiste nell'accostamento di due termini in forte antitesi tra loro. A differenza della figura retorica dell'antitesi, i due termini sono spesso incompatibili. Si tratta di una combinazione scelta deliberatamente o comunque significativa, tale da creare un originale contrasto, ottenendo spesso sorprendenti effetti stilistici.
L'ossimoro di cui parlo è l'espressione “guerra giusta”. Si, proprio “guerra giusta”: un' associazione semantica che nel più grave e arrogante sprezzo di ogni cultura pacifista e non violenta, che vuole costruire la pace ripudiando con ogni mezzo la guerra, calpesta in un lampo svariate costituzioni (come la nostra...), e perfino lo statuto dell'ONU.
Ma la critica alla cultura pacifista e non violenta non rimane tra le righe nel discorso di Barack Obama, diventa esplicita quando sostiene che una cultura non violenta non avrebbe mai vinto su Hitler, ma non voglio azzardarmi a entrare nel merito dei fatti della seconda guerra mondiale, perché è un argomento che meriterebbe una trattazione tutta a sé.
Dopo l'ossimoro “bellico” per eccellenza, “guerra santa”, utilizzato secoli fa per le crociate, qualcuno ha deciso di fare una sorta di “bis”, nel 2009, giusto per far rivoltare Gandhi nella tomba. Non bastava assegnare il Nobel a Obama, ci siamo pure dovuti sorbire un vergognoso discorso di propaganda di guerra che neanche Nixon in pieno periodo Vietnam si sarebbe mai azzardato a pronunciare. Sono le magie della propaganda, per questo dico che questo ossimoro racchiude in sé tutto il 2009.


Ma vediamo nel dettaglio tutta una serie di sfaccettature di questa guerra, di cui si parla troppo poco, e che stonano fin troppo con il Nobel e con l'idea di “guerra giusta”. Molte delle argomentazioni che seguiranno saranno molto schiette, perché voglio presentare una narrazione piuttosto scorrevole che abbraccia molti ambiti, se volete le fonti da cui traggo spunto per sostenere determinate cose, le potrete trovare negli approfondimenti tematici posti alla fine, se siete troppo pigri per cercarveli in mezzo a quel marasma, chiedete pure nei commenti, vi risponderò non appena avrò tempo.

Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l'odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono. George Orwell



La vera guerra è contro il nostro intelletto
Iniziamo dal principio, per poi muoverci in ordine un po' sparso.
Venti anni fa esatti, nel 1989, cadeva il muro di Berlino. Doveva essere la fine della Guerra Fredda. Doveva essere l'inizio di un'epoca di pace. E' iniziata un'epoca di guerre permanenti dove la NATO gioca un ruolo determinante. L'ONU e la NATO sono organismi creati in nome della fine delle guerre, per un futuro di pace. Risulta facile sentirsi ingannati.


In Europa, America, Israele e Paesi Nato, ormai basta pronunciare la parola “minaccia” per trasformare un'aggressione in un atto di difesa preventiva o strategica. Sono le magie semantiche della propaganda.

In Europa a livello politico non esiste pressoché alcuna forma di dissenso né dibattito o opinione alternativa sulle questioni fondamentali di sicurezza, guerra, pace e diritto internazionale. Le decisioni NATO non possono e non devono essere messe in discussione. A livello nazionale si fa fatica a trovare anche un solo giornalista che scriva un articolo o un editoriale che metta anche solo in dubbio la politica imperialista della NATO, o la legittimità di questi conflitti. A livello politico la situazione è forse peggiore.







La pace è vicina... (si, è vicina a scomparire per decenni !)
Dalla fine della guerra fredda abbiamo assistito agli interventi in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, oltre a quelli minori in Colombia, Yemen, Filippine, Costa d'Avorio, Somalia, Ciad, Repubblica Centrafricana, Ossezia del Sud.
In Afghanistan prestano servizio o si apprestano a farlo per la NATO quasi 50 nazioni, tutte in un'unica nazione. Non era mai successo nella storia dell'uomo.


Sostenere come fa Obama che il conflitto cesserà nel 2011 è un insulto all'intelletto umano: il conflitto subirà un'escalation, il Pakistan è il fronte più imminente, lo Yemen il secondo (visti i bombardamenti statunitensi e la propaganda creata ad arte con la vicenda dell'attentato sul volo di linea proprio di questi giorni), e l'Iran che rimane sempre al centro delle vicende geopolitiche.


In Pakistan si bombarda con l'utilizzo dei droni, aerei senza pilota, da mesi. Atti di terrorismo, esplosioni, autobombe, avvengono in continuazione. Quello che i media però fanno fatica a ricordarci è che spesso ci sono fortissime connessioni tra gli attentatori, la CIA, il Mossad, l'MI-5. E' successo nella ex Jugoslavia, in Kosovo, in Iraq, in Afghanistan, in ogni angolo del mondo. In Italia le stragi senza “mandanti” han visto l'intromissione dei servizi segreti, l'operazione Gladio è andata avanti per decenni in tutta Europa. Perché mai dovremmo credere che ora in quelle regioni sperdute del globo, l'ingerenza dei servizi segreti occidentali sia una follia? I capi dell'intelligence Pakistana denunciano quotidianamente la CIA e i contractors statunitensi di essere responsabili degli attentati che avvengono nel loro Paese.


Le origini del conflitto
Bisognerebbe ricordare più spesso chi sono in realtà i Talebani, chi li ha finanziati, addestrati, armati, messi al potere, ovvero CIA – ISI (servizi segreti pakistani) e Arabia Saudita. L'obiettivo ufficiale? Mettere un freno all'avanzata russa in quelle zone. Motivazione secondaria, creare l'ennesimo stato cuscinetto controllato da UK-USA-Israele, esattamente come il Pakistan.


Passiamo al pretesto formale che ha dato il via al conflitto: in Afghanistan, si combatte a seguito dei fatti dell'11 settembre. Peccato che l'11 settembre sia un evento sul quale la verità ufficiale sembra piuttosto dubbia: del resto non sarebbe la prima volta che si crea un pretesto formale per poter entrare in guerra, il terrorismo ha sempre visto i servizi segreti operare contro i propri popoli, e l'idea di un auto attentato è forte, folle, ma non impossibile. Ma anche rimanendo fedeli alla storia ufficiale, ovvero quella dell'attentato terroristico ad opera di Al-Qaida, qualcosa non torna. Infatti la risposta ad un attentato terroristico dovrebbe essere un'operazione di polizia, di intelligence, non certo una guerra. Senza contare che Al-Qaida è un organizzazione che esiste solo per i mass-media, come ampiamente dimostrato da fonti più che attendibili come quelle presentate dal documentario della BBC oppure da Corbett Report.


In Iraq è andata pure peggio. La chiave di volta per l'intervento in Iraq è stato il famoso rapporto sulla presenza delle “weapons of mass destruction” come le chiamano gli americani, le famose armi di distruzione di massa. Venne fuori che quel famoso rapporto era un falso clamoroso, creato ad arte appunto per giustificare la guerra. Tony Blair, che è stato per anni il candidato di punta alla presidenza della UE post Trattato di Lisbona, ha probabilmente dovuto rinunciare a questa carica perché quello scherzetto probabilmente gli costerà una serie di indagini a suo carico, tant'è che proprio di recente in un'intervista ha dichiarato che lui sarebbe intervenuto in Iraq a qualsiasi costo e con qualsiasi pretesto. Interessante come questi personaggi vadano a parlare ai convegni di Comunione e Liberazione insieme a Mario Draghi, e contemporaneamente migliaia di attivisti chiedano che vengano processati per crimini di guerra.






Droni, armi non convenzionali e crimini di guerra
Le forze NATO impegnate in Iraq e in Afghanistan dovrebbero rispondere di crimini contro l'umanità per la continua violazione della convenzione di Ginevra. Parliamo dell'utilizzo del fosforo bianco, armi all'uranio impoverito, forse addirittura di una bomba atomica, almeno stando a quanto dice un'inchiesta di RaiNews24: sta di fatto che ci sono zone in Iraq e Afghanistan nelle quali i casi di leucemie e di malformazioni dei nascituri sono schizzate alle stelle negli ultimi anni. Per non parlare delle stragi di civili che avvengono in continuazione, delle quali nessuno pare debba rispondere.
Per bombardare non si deve più neanche rischiare la vita dei piloti: in Afghanistan e in Pakistan è da tempo che si utilizzano i droni, aerei senza pilota comandati a distanza.


La tortura, Guantanamo e il rendition program
Coloro che si illudevano della chiusura di Guantanamo e della fine della “tortura” con l'era Obama, probabilmente non capiscono quanto fosse forte il loro abbaglio. La tortura è fondamentale per perpetrare la menzogna che dà ragione di esistere ai conflitti in corso. Se non ci fossero persone che sotto tortura confessano di appartenere ad Al-Qaida o a qualche altra organizzazione terroristica, se non ci fossero persone che dopo mesi di privazioni in chissà quale carcere a migliaia di chilometri dalla propria casa tramite il Rendition Program, mancherebbe una porzione fondamentale della menzogna che viene servita alla gente per accettare questi conflitti bellici.


I suicidi superano il numero dei caduti in battaglia
Ogni anno dal 2006 ad oggi, il numero di suicidi tra i soldati delle forze NATO è aumentato. I suicidi superano i caduti in battaglia. Le cause vanno sicuramente ricercate anche nella tipologia di conflitto: combattere in ambienti urbani, pseudo urbani, o rurali, contro “ipotetici” nemici che non indossano nemmeno una divisa, ma sono in abiti civili, non credo sia facile neanche per il soldato più freddo e distaccato del mondo. Probabilmente assistere a stragi di donne, bambini, civili inermi, non deve essere molto facile da digerire. La correlazione tra numero di giorni di permanenza nelle zone di guerra e possibilità di suicidio è statisticamente significativa.


I contractors e le guerre private
Il Pentagono ha appena inviato in Afghanistan altri 30.000 soldati. Ma contemporaneamente vengono inviati anche dai 26.000 ai 56.000 mercenari o contractors. Con gli attuali 104.000, si arriverà ad una cifra record di oltre 160.000 soldati privati in Afghanistan, oltre naturalmente agli attuali 68.000 soldati americani ufficiali. I contractors sono sempre a carico del contribuente, però pesano molto meno a livello di impatto sull'opinione pubblica, almeno fino a che non vengono scoperti a compiere crimini abominevoli come torturare prigionieri, uccidere civili o partecipare ad attentati terroristici. Quello degli eserciti privati è un business enorme per chi vince gli appalti. L'azienda che detiene la maggior parte degli appalti per il Pentagono è la Blackwater, ora rinominata in Xe Services LLC a causa degli scandali legati al vecchio nome.


I contractors vengono utilizzati per diversi compiti, ma soprattutto per esternalizzare, appaltare al di fuori dagli eserciti ufficiali le cosiddette “operazioni speciali”. Ma in cosa consistono queste operazioni speciali?


Blackwater è stata accusata negli anni delle seguenti operazioni, sulle quali molto difficilmente poi viene eseguita un'adeguata e approfondita inchiesta:
  • pianificare ed eseguire attentati terroristici in Pakistan uccidendo centinaia di civili e mirando a avamposti militari e di intelligence
  • organizzare e addestrare gruppi rivoluzionari affinché combattessero al fianco dei talebani in Afghanistan e in Iran
  • trasportare narcotici e gestire transazioni bancarie internazionali per i signori della guerra legati al traffico di oppio (più volte sono stati denunciati aerei NATO arrivare in Belgio carichi di oppio)
  • usare i programmi di rendition e la tortura per creare false informazioni di intelligence per giustificare operazioni militari non necessarie
Zittire il dissenso
Tutti puntano il dito contro l'Iran, che “reprime” le proteste delle folle con il sangue. Grande violazione dei diritti umani. Ma a dire il vero anche ogni protesta in occidente contro la Nato, i vari G8-G20, l'ONU, il Fondo Monetario Internazionale, vengono represse. A Copenaghen c'è ancora un italiano in carcere per le proteste durante il meeting sul clima dell'ONU.
Il dissenso nei confronti dell'imperialismo che viene tutelato e legalizzato da istituzioni come FMI, UE, ONU, NATO non è consentito. Lo scenario è sempre lo stesso, si schierano poliziotti e si infiltrano parallelamente alle proteste pacifiche i black-block. Perché tutto è fiction, non solo Al-Qaida.


Conclusione
Dire bugie, mentire per portare avanti una guerra è un crimine contro l'umanità. Ma anche accettare le bugie, le menzogne, è altrettanto abominevole. Riprendete possesso del vostro spirito critico. Non accettate di farvi ingannare. La guerra potrebbe finire domattina, se lo volessimo tutti quanti. La guerra si basa su un'enorme menzogna, poggiata su un castello di carta. Un soffio di vento e crolla tutto.


Approfondimenti:

lunedì 28 dicembre 2009

Rassegna stampa dissidente - settimana #8

Duffy's G.Reader
 
Se vuoi un'immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre. George Orwell
Nuovo video di R con la sua rassegna stampa settimanale. Ecco inoltre il link alla playlist che include la rassegna stampa delle settimane precedenti.



Approfondimenti tematici:

giovedì 24 dicembre 2009

Paolo Barnard - Le mafie, i pifferai magici e i topi

Duffy's G.Reader
Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni. George Orwell 
Nuovo monologo di Paolo Barnard, "Le mafie, i pifferai magici e i topi".



Approfondimenti tematici:
mafia - italia - banche

mercoledì 23 dicembre 2009

Rassegna stampa dissidente - settimana #7

Duffy's G.Reader
 
L’editore è una persona impiegata in un giornale, il cui lavoro è separare la crema dal fango e far stampare il fango. Bob Phillips
Nuovo video di R con la sua rassegna stampa settimanale. Ecco inoltre il link alla playlist che include la rassegna stampa delle settimane precedenti.



Approfondimenti tematici:

sabato 19 dicembre 2009

Forze armate e privatizzate

Duffy's G.Reader
Articolo di di Gianluca Di Feo tratto da L'Espresso.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/forze-armate-e-privatizzate/2117172

Tutta la gestione della Difesa passa in mano a una società per azioni. Che spenderà oltre 3 miliardi l'anno agli ordini di La Russa. Così un ministero smette di essere pubblico

Le forze armate italiane smettono di essere gestite dallo Stato e diventano una società per azioni. Uno scherzo? Un golpe? No: è una legge, che diventerà esecutiva nel giro di poche settimane. La rivoluzione è nascosta tra i cavilli della Finanziaria, che marcia veloce a colpi di fiducia soffocando qualunque dibattito parlamentare. Così, in un assordante silenzio, tutte le spese della Difesa diventeranno un affare privato, nelle mani di un consiglio d'amministrazione e di dirigenti scelti soltanto dal ministro in carica, senza controllo del Parlamento, senza trasparenza. La privatizzazione di un intero ministero passa inosservata mentre introduce un principio senza precedenti. Che pochi parlamentari dell'opposizione leggono chiaramente come la prova generale di un disegno molto più ampio: lo smantellamento dello Stato. "Ora si comincia dalla Difesa, poi si potranno applicare le stesse regole alla Sanità, all'Istruzione, alla Giustizia: non saranno più amministrazione pubblica, ma società d'affari", chiosa il senatore pd Gianpiero Scanu.

Stiamo parlando di Difesa Servizi Spa, una creatura fortissimamente voluta da Ignazio La Russa e dal sottosegretario Guido Crosetto: una società per azioni, con le quote interamente in mano al ministero e otto consiglieri d'amministrazione scelti dal ministro, che avrà anche l'ultima parola sulla nomina dei dirigenti. Questa holding potrà spendere ogni anno tra i 3 e i 5 miliardi di euro senza rispondere al Parlamento o ad organismi neutrali. In più si metterà nel portafogli un patrimonio di immobili 'da valorizzare' pari a 4 miliardi. Sono cifre imponenti, un fatturato da multinazionale che passa di colpo dalle regole della pubblica amministrazione a quelle del mondo privato. Ma questa Spa avrà altre prerogative abbastanza singolari. Ed elettrizzanti. Potrà costruire centrali energetiche d'ogni tipo sfuggendo alle autorizzazioni degli enti locali: dal nucleare ai termovalorizzatori, nelle basi e nelle caserme privatizzate sarà possibile piazzare di tutto. Bruciare spazzatura o installare reattori atomici? Signorsì! Segreto militare e interesse economico si sposeranno, cancellando ogni parere delle comunità e ogni ruolo degli enti locali. Comuni, province e regioni resteranno fuori dai reticolati con la scritta 'zona militare', utilizzati in futuro per difendere ricchi business. Infine, la Spa si occuperà di 'sponsorizzazioni'. Altro termine vago. Si useranno caccia, incrociatori e carri armati per fare pubblicità? Qualunque ditta è pronta a investire per comparire sulle ali delle Frecce Tricolori, che finora hanno solo propagandato l'immagine della Nazione. Ma ci saranno consigli per gli acquisti sulle fiancate della nuova portaerei Cavour o sugli stendardi dei reparti che sfilano il 2 giugno in diretta tv?




Lo scippo. Quali saranno i reali poteri della Spa non è chiaro: le regole verranno stabilite da un decreto di La Russa. Perché dopo oltre un anno di dibattiti, il parto è avvenuto con un raid notturno che ha inserito cinque articoletti nella Finanziaria. "In diciotto mesi la maggioranza non ha mai voluto confrontarsi. Noi abbiamo tentato il dialogo fino all'ultimo, loro hanno fatto un blitz per imporre la riforma", spiega Rosa Villecco Calipari, capogruppo Pd in commissione Difesa: "I tagli alla Difesa sono un dato oggettivo, dovevano essere la premessa per cercare punti di convergenza. La tutela dello Stato non può avere differenze politiche, invece la destra ha tenuto una posizione di scontro fino a questo scippo inserito nella Finanziaria".

Non si capisce nemmeno quanti soldi verranno manovrati dalla holding. Difesa Servizi gestirà tutte le forniture tranne gli armamenti, che rimarranno nelle competenze degli Stati maggiori. Ma cosa si intende per armamenti? Di sicuro cannoni, missili, caccia e incrociatori. E gli elicotteri? E i camion? E i radar e i sistemi elettronici? Quest'ultima voce ormai rappresenta la fetta più consistente dei bilanci, perché anche il singolo paracadutista si porta addosso una serie di congegni costosissimi. La definizione di questo confine permetterà anche di capire se questa privatizzazione può configurare un futuro ancora più inquietante: una sorta di duopolio bellico. Finmeccanica, holding a controllo statale che ingaggia legioni di ex generali, oggi vende circa il 60 per cento dei sistemi delle forze armate. E a comprarli sarà un'altra spa: due entità alimentate con soldi pubblici che fanno affari privati. Con burattinai politici che ne scelgono gli amministratori. All'orizzonte sembra incarnarsi un mostro a due teste che resuscita gli slogan degli anni Settanta. Ricordate? 'L'imperialismo del complesso industriale-militare'. Un fantasma che improvvisamente si materializza nell'opera del governo Berlusconi.

Gli immobili. Questa Finanziaria in realtà realizza un altro dei sogni rivoluzionari: l'assalto alle caserme. È una corsa agli immobili della Difesa per fare cassa, sotto la protezione di una cortina fumogena. La vera battaglia è quella per espugnare un patrimonio sterminato: edifici che valgono oro nel centro di Roma, Milano, Bologna, Firenze, Torino, Venezia. Un'altra catena di fortezze, poligoni, torri e isole in località di grande fascino che va dalle Alpi alla Sicilia. Da dieci anni si cerca di trovare acquirenti, con scarsi risultati: dei 345 beni ex militari messi all'asta dal governo Prodi, il Demanio è riuscito a piazzarne solo otto. Adesso, dopo un lungo braccio di ferro tra La Russa e Tremonti, si sta per scatenare l'attacco finale. Con una sola certezza: i militari verranno sconfitti, mentre sono molti a pensare che a vincere sarà solo la speculazione. All'inizio Difesa Servizi doveva occuparsi anche della vendita degli edifici: la nascente spa a giugno si è presentata alla Borsa immobiliare di Cannes con tanto di brochure per magnificare il suo catalogo. Qualche perla? L'isola di Palmaria, di fronte a Portovenere, gioiello del Golfo dei Poeti affacciato sulle scogliere delle Cinque Terre. L'arsenale di Venezia, con ampi volumi e architetture suggestive, e un castello circondato dalla Laguna. La roccaforte nell'angolo più bello di Siracusa, pronta a diventare albergo e yacht club. La Macao, un complesso gigantesco con tanto di eliporto nel cuore di Roma, palazzi a Prati e ai piedi dei Parioli. Aree senza prezzo in via Monti incastonate nel centro di Milano. Ma il dicastero di Tremonti ha puntato i piedi: proprietà e vendita restano al Tesoro, che le affiderà a società esterne. Con un doppio benefit, secondo le valutazioni del Pd, per renderle ancora più appetibili. Chi compra, potrà aumentare la cubatura di un terzo. E avrà bisogno solo del permesso del Comune: Provincia e Regione vengono tagliate fuori, aprendo la strada a progetti lampo. Questo banchetto prevede che metà dell'incasso vada allo Stato; ai municipi andrà dal 20 al 30 per cento; il resto ai militari. Difesa Servizi però intanto può 'valorizzare' i beni. Come? Non viene precisato. In attesa della cessione, potrà forse affittarli o darli in concessione come alberghi, uffici o parcheggi.

Intanto però gli appetiti si stanno scatenando. E fette della torta finiscono in pasto alle amministrazioni amiche. Con giochi di finanza creativa. A Gianni Alemanno per Roma Capitale sono state concesse caserme per oltre mezzo miliardo di euro. O meglio, il loro valore cash: il Tesoro anticiperà i quattrini, da recuperare con la vendita degli scrigni di viale Angelico, Castro Pretorio, via Guido Reni e di un paio di fortezze ottocentesche ormai inglobate dalla metropoli. Qualcosa di simile potrebbe essere regalato a Letizia Moratti, per lenire il vuoto nelle casse dell'Expo: un bel pacco dono di camerate e magazzini con vista sul Duomo. "Così le logiche diventano altre: non c'è più tutela del bene pubblico ma l'esternalizzare fondi e beni pubblici attraverso norme privatistiche", dichiara Rosa Calipari Villecco, sottolineando l'assenza di magistrati della Corte dei conti o altre figure di garanzia nella nuova spa. Un anno fa i militari avevano manifestato insofferenza per questa disfatta edizilia. Il capo di Stato maggiore Vincenzo Camporini aveva fatto presente che era stato ceduto un tesoro da un miliardo e mezzo di euro senza "adeguato contraccambio". Oggi, come spiega l'onorevole Calipari, "non si sa nemmeno tra quanti anni le forze armate riceveranno i profitti delle vendite". Eppure i generali tacciono. Una volta ai soldati veniva insegnato 'Credere, obbedire, combattere'; adesso il motto della Difesa privatizzata è 'economicità, efficienza, produttività'. La regola dell'obbedienza è rimasta però salda. E con i tagli al bilancio imposti da Tremonti - in un trennio oltre 2,5 miliardi in meno - anche gli spiccioli della nuova holding diventano vitali per tirare avanti e garantire l'efficienza di missioni ad alto rischio, Afghanistan in testa.

Business con logo. Di sicuro, Difesa Servizi Spa sfrutterà le royalties sui marchi delle forze armate. Un business ghiotto. Il brand di maggiore successo è quello dell'Aeronautica. Felpe, t-shirt, giubbotti e persino caschi con il simbolo delle Frecce Tricolori spopolano con un mercato che non conosce distinzioni d'età e di orientamento politico. Anche l'Esercito si è mosso sulla scia: sono stati aperti persino negozi monomarca, con zaini e tute che sfoggiano i simboli dei corpi d'élite. Finora gli Stati maggiori barattavano l'uso degli stemmi con compensazioni in servizi: restauri di caserme, costruzione di palestre. D'ora in poi, invece, i loghi saranno venduti a vantaggio della Spa. Questo è l'unico punto chiaro della legge, che introduce sanzioni per le mimetiche senza licenza commerciale: anche 5 mila euro di multa. "La questione delle sponsorizzazioni è una foglia di fico per coprire altre vergogne. Tanto più che alla difesa vanno solo briciole", taglia corto il senatore Scanu. E trasformare il prestigio delle bandiere in denaro, però, non richiedeva la privatizzazione. La Marina ha appena pubblicato sui giornali un bando per mettere all'asta lo sfruttamento della sua insegna: si parte da 150 mila euro l'anno. Con molta trasparenza e senza foraggiare il cda scelto dal ministro di turno.

Approfondimenti tematici:

giovedì 17 dicembre 2009

Greenpeace prende una dose della sua stessa medicina

Duffy's G.Reader
C’è da avere più paura di tre giornali ostili che di mille baionette. Napoleone I

Greenpeace ha subito un attacco da parte del gruppo di attivisti del CFACT, che si occupa di far luce sul reale scopo dell'attuale movimento ambientalista, che sta assumendo le sembianze di una religione con miti, bugie ed esagerazioni sull'argomento del riscaldamento globale antropogenico.

Uno dei fondatori di Greenpeace, intervistato anche nel documentario "Not Evil Just Wrong", di cui trovate una parte sottotitolata nell'articolo sul DDT e la malaria (Copenaghen e Climategate: quando l'ambientalismo assomiglia più a una religione che non a una scienza) spiega le motivazioni del suo abbandono di Greenpeace, che nel corso degli anni ha subito una sorta di infiltrazione per spostarlo verso modalità operative affini agli interessi corporativi dei colossi finanziari, petroliferi e industriali. Ricordiamo anche come l'attuale leader del movimento avesse ammesso di aver rilasciato dati falsi sul riscaldamento globale giusto pochi mesi fa, come testimoniato in questo articolo.

Così la nave Rainbow Warrior (guerriero arcobaleno, ndt) diventa "Propaganda Warrior", la "nave delle bugie".

Smettetela di permettere ad altri di ragionare con la vostra testa. Riprendete possesso delle vostre sinapsi.

Approfondimenti tematici:
riscaldamento globale - ambientalismo

mercoledì 16 dicembre 2009

L'ONU e la propaganda: deliri di moderni eugenisti?

Duffy's G.Reader
La pubblicità è la parte più veritiera di un giornale. Thomas Jefferson
L'ONU continua la sua opera di propaganda psicologica, proprio durante il meeting di Copenaghen, per convincere le persone che l'essere umano rappresenti una sorta di cancro per il pianeta, una piaga da debellare. Niente di più falso: il vero problema non è l'uomo in sé. Sono perfettamente d'accordo sul fatto che lo stile di vita occidentale stia deturpando il nostro pianeta, ma cosa ha determinato questo stato delle cose? La volontà del singolo individuo? Oppure un progetto di ingegneria sociale, teso a creare un mondo basato su individualismo, consumismo, perdita completa dei valori, della capacità di ragionare delle persone ? Chi trae veramente profitto da guerre, carestie, fame nel mondo, regimi dittatoriali e ogni piaga sociale, umanitaria e civile che affligge miliardi di persone, nel nord come nel sud del mondo? I singoli individui? O i complessi bancari, industriali, corporativi, finanziari? Spacciare l'uomo come causa dei problemi del pianeta, è assolutamente falso e fuorviante. L'uomo comune è vittima di una società che non ha scelto, non ha contribuito a plasmare secondo le sue esigenze, ma che è stata architettata secondo le esigenze di una elite che opera in maniera criminale per dominare, controllare in maniera assoluta, totale, dove il fine ultimo non è il profitto ma una visione orwelliana del mondo.

Ecco l'ultima campagna sponsorizzata dall'ONU, precisamente dall'United Nations Environment Programme e dal Center for Migratory Species.


Approfondimenti tematici:
ambientalismo - club of rome - onu - riscaldamento globale

venerdì 11 dicembre 2009

Ambientalismo: la verità sul Cap & Trade

Duffy's G.Reader
Suggerisco a tutti di dare uno sguardo agli ultimi articoli salvati negli approfondimenti tematici posti in fondo alla pagina per capire gli ultimi sviluppi del Climategate e di quanto sta avvenendo alla conferenza ONU di Copenaghen.



Approfondimenti tematici:
riscaldamento globale - ambientalismo - onu

martedì 8 dicembre 2009

Rassegna stampa di R - settimana #5

Duffy's G.Reader
 
Nuovo video di R con la sua rassegna stampa settimanale, che da questa settimana include anche una selezione di articoli presi dai blog, e non soltanto dalle fonti considerate più "ufficiali". Ecco inoltre il link alla playlist che include la rassegna stampa delle settimane precedenti.



Approfondimenti tematici:
riscaldamento globale - ambientalismo - guerra - banche - terrorismo - obama - club of rome - nasa - nato - iran - israele - fmi - italia - economia - mafia - gatekeeper - media - psicologia

Segnalazioni interessanti:
The Matrix Power - Jordan Maxwell
La fratellanza della morte - Michael Tsarion

lunedì 7 dicembre 2009

Copenaghen e Climategate: quando l'ambientalismo assomiglia più a una religione che non a una scienza

Duffy's G.Reader
Vi presento uno spezzone tratto dal documentario "Not Evil Just Wrong" che ho deciso di sottotitolare, perché penso che si debba riflettere su alcuni temi che riguardano l'ambientalismo, soprattutto in questi giorni in cui è in corso il meeting ONU di Copenaghen.

Quella che viene presentata è una tematica sulla quale ero assolutamente all'oscuro, e riguarda il fatto che il DDT, il primo pesticida moderno, è molto probabilmente il miglior antimalarico del mondo.



La malaria è considerata una vera e propria piaga per lo sviluppo di una nazione, perché il suo impatto a livello economico è incredibile, per gli effetti a lungo termine che ha sul sistema sanitario e sulla mortalità infantile. E' considerata una delle variabili fondamentali per determinare il sottosviluppo di una nazione.

Cosa si cela dietro alla messa al bando del DDT ? Ambientalisti in buona fede o altro ?

Abbiamo già parlato del Club of Rome in articoli precedenti, presentando il video che abbiamo realizzato, "Club di Roma: Ambientalismo e Nuovo Ordine Mondiale", e nell'articolo "La mossa per spopolare il pianeta". Il CoR casualmente ritorna a far parlare di sé anche per quanto riguarda il DDT: infatti uno dei suoi fondatori, il dott. Alexander King, disse che "il DDT aveva disgraziatamente permesso una drastica riduzione dei tassi di mortalità, e dunque un aumento del tasso di crescita demografica". Personaggi strani questi appartenenti al Club of Rome...

Approfondimenti:

venerdì 4 dicembre 2009

Scusa Ignazio... dicevamo ?

Duffy's G.Reader
Il 16 ottobre deliravo sotto gli effetti di quella che probabilmente era un'influenza talmente suina da risultare una grandissima maiala. Mi rivolgevo a lui così... "Caro Ignazio... non confermare la mia ipotesi...".

Ma lui e Frattini non hanno resistito a mostrare quanto l'Italia ci tenga a svolgere il ruolo di membro esemplare della NATO, rispondendo con l'invio di 1000 nuovi soldatini (Corriere della Sera). Obama, Mr. Ignobel per la pace, ne ha inviati ben 30.000. Ma tranquilli, secondo lui dal 2011 si inizia il ritiro.



Scommettiamo che nei prossimi anni non faremo altro che vedere nuovi invii di truppe? Che non ci sarà alcun ritiro, anzi tutt'altro, sarà l'ennesima guerra perpetua, fatta per durare il più a lungo possibile. Senza contare che sono mesi che le forze USA-NATO bombardano in Pakistan con l'utilizzo di droni, gli aerei senza pilota, e che sicuramente assisteremo ad uno spostamento del conflitto verso i territori Pakistani.

Ma tranquilli, in Italia sta per cambiare tutto: sabato c'è il No Berlusconi Day, una manifestazione nata dal basso, si dal basso ventre di una élite dominante che per praticamente tutti coloro i quali scenderanno in piazza sabato neanche esiste. Casualmente sempre oggi c'è il pentito Spatuzza in aula che farà incredibili confessioni sugli intrallazzi con la mafia di questi illustri personaggi. Caspita... proprio oggi... nel dicembre 2009. Ma è pura casualità. Tranquilli che l'Italia post-berlusconiana vedrà il trionfare della democrazia, i governi non saranno più schiavi delle élite bancarie, degli accordi NATO-USA, delle corporations, dell'Unione Europea orwelliana. Si, cambierà proprio tutto.

Letture consigliate degli ultimi giorni:


Approfondimenti tematici:
guerra - obama - nato - mafia - italia - unione europea

Immagine presa dal blog di Enzo Apicella.

giovedì 3 dicembre 2009

Dall'oro nero all'oro blu: il problema dell'acqua

Duffy's G.Reader
Il problema dell'acqua è uno dei più complessi e difficili da capire e soprattutto da spiegare. Era da tempo che volevo vederlo, e finalmente sono riuscito a trovare il tempo di guardare Blue Gold : World Water Wars.

Mentre veniamo distratti dalla cricca di Al Gore, a pensare a improbabili innalzamenti dei mari che sommergono le città, ci sono milioni di vite che potrebbero essere salvate oggi, perché è oggi che muoiono per la mancanza di acqua. Non in un futuro ipotetico ma ora, subito, adesso.

Il documentario si occupa di svariati argomenti che riguardano il tema dell'acqua:
  • uso eccessivo di acqua, desertificazione, inquinamento
  • privatizzazioni dei sistemi idrici
  • escalation dei conflitti bellici per l'accesso alle risorse idriche
  • soluzioni e proposte di attivisti, scienziati e organizzazioni umanitarie
Nel trattare di questi argomenti, ampio risalto è dato all'operato criminale, nello sprezzo più totale dei diritti umani,  da parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI, o Fondo di Miseria Internazionale nda), dell'ONU, e del World Water Council, un think tank internazionale che gestisce il World Water Forum, i cui membri sono per la maggior parte delegati delle corporations.

Per il momento il documentario è solo in lingua originale.



Approfondimenti tematici:
Acqua - Fondo Monetario Internazionale - Sud America - Africa - ONU - Ambientalismo